Shoot Sh*t è un workshop pensato per fotografi di matrimonio che sentono il bisogno di fermarsi, guardare il proprio lavoro e chiedersi se quello che fanno li rappresenta davvero.
[SUPER SPOILER]
Non ho risposte pronte, ma domande da mettere sul tavolo.
L’obiettivo non è tornare a casa con certezze, ma aprire spazi di dubbio: creare domande che possano scuotere e far nascere l’esigenza di un cambiamento.
Un cambiamento che non arriva dall’ispirazione del momento, ma da un processo: lo analizzeremo, lo metteremo in discussione, lo costruiremo insieme attraverso passaggi graduali e ipotesi concrete.
Partiremo dal ruolo della memoria — il luogo in cui tutto comincia.
Le esperienze, le immagini viste, le fotografie fatte e quelle mancate: ogni cosa che abbiamo assorbito nel tempo costruisce il nostro modo di vedere. Da qui nasce la necessità di capire quali di queste tracce ci appartengono davvero e quali, invece, ripetiamo solo per abitudine.
Il workshop è un esercizio di consapevolezza.
Si lavora per riconoscere e smontare gli automatismi che rendono prevedibile il nostro sguardo, per capire dove si nasconde l’errore e come quell’errore possa diventare linguaggio.
L’imperfezione non è un difetto: è il punto in cui la fotografia smette di imitare e inizia a dire qualcosa di nostro.
Da questa prospettiva, l’editing diventa un modo di pensare, non di ordinare.
Le immagini non si scelgono: si mettono in relazione, si ascoltano, si lasciano parlare tra loro.
La coerenza, spesso, è sopravvalutata. È nelle contraddizioni e nei silenzi che si riconosce una voce autentica.
C’è poi il confronto con la realtà del lavoro, con quella frase che ogni fotografo pronuncia prima o poi:
“I miei clienti vogliono questo.”
Una convinzione comoda, che spesso ci impedisce di evolvere.
Shoot Sh*t invita a mettere in discussione anche questo: a capire come mantenere una visione personale senza separarla dal mestiere, trovando un equilibrio possibile tra autenticità e compromesso.
Il workshop si chiude con un momento di riflessione collettiva: guardare al proprio percorso, decidere cosa tenere e cosa lasciare andare, tracciare una nuova direzione.
Non per cambiare stile, ma per tornare a fotografare con un po’ più di coscienza, e forse con meno paura.
👉 Shoot Shit non ha nulla a che vedere con l’idea di successo.
Il successo è personale, mutevole, spesso sopravvalutato.
Questo workshop serve a trovare un po’ di lucidità: a capire cosa vuoi davvero raccontare, e come farlo senza sentirti costretto a piacere a qualcuno.
Argomenti
Alcuni degli argomenti trattati durante il workshop.
Se proprio hai bisogno di un programma.
Venerdì 6
15:00 – 17:00
Check-in & coffee noise
Arrivi, registrazioni e primi incontri.
Un momento per conoscersi, ambientarsi e respirare l’atmosfera del workshop.
17:00 – 20:00
Opening Session
Si entra nel vivo.
Tre ore per aprire il dialogo, rompere le certezze e iniziare a mettere in discussione il proprio modo di vedere.
Sabato 7
10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
Think. Break. Rebuild.
Due sessioni dedicate al cuore del percorso.
Si parla di memoria, immaginario, linguaggio, errori, editing e disordine.
Un confronto aperto, senza scalette rigide, dove la teoria incontra il pensiero critico e l’esperienza reale di chi fotografa ogni giorno.
18:30 – 20:00
Aperitivo Loud
Una pausa collettiva nel centro storico.
Il workshop continua tra un bicchiere e due chiacchiere.
20:00 – …
Dinner & Talks
Cena di gruppo, fuori contesto, dentro la conversazione.
Domenica 8
10:00 – 17:00
Vision & Closure
Giornata dedicata alla visione delle foto dei partecipanti e alla discussione collettiva dei lavori.
Un confronto aperto per leggere le immagini con occhi nuovi, far emergere le connessioni e capire come evolvere la propria direzione.
Durante la pausa ci sarà un light lunch in studio. Tempo per continuare a parlare, guardare, ascoltare.
Nel pomeriggio si chiude il cerchio: sintesi finale, confronto collettivo e qualche nuova domanda da portarsi via.
Gli obiettivi del workshop
👉 Sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio stile fotografico unico.
👉 Esplorare nuove prospettive e approcci nella fotografia di matrimonio.
👉 Sperimentare e abbracciare l'errore come opportunità creativa.
👉 Creare immagini che si distinguano dalla fotografia di matrimonio tradizionale.
👉 Ampliare la propria visione artistica e sviluppare un linguaggio personale.
👉 Apprendere tecniche di editing non convenzionali per ottenere risultati unici.
👉 Analizzare visivamente le immagini per comprenderne il significato e l'impatto emotivo.
👉 Costruire un immaginario visivo coerente e riconoscibile nel contesto dei matrimoni.
👉 Comunicare efficacemente la propria visione artistica ai potenziali clienti.
👉 Attrarre le coppie di sposi che apprezzano e si identificano con il proprio stile fotografico